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	<title>Cepar Blog - Web Marketing SEO e Siti Web Internet</title>
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		<title>Tecniche Black Hat SEO: Dopo Panda e Penguin è Ancora Possibile Fregare Google?</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/tecniche-black-hat-seo-come-fregare-googl-08052012.html</link>
		<comments>http://www.cepar.eu/blog/tecniche-black-hat-seo-come-fregare-googl-08052012.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 21:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni stavo navigando tra siti web che trattano argomenti inerenti il mondo dei ledwall e dei videowall, e durante una ricerca con una chiave abbastanza generica e che posso senza dubbio definire a competizione medio-alta, sono incappato in &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/tecniche-black-hat-seo-come-fregare-googl-08052012.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni stavo navigando tra siti web che trattano argomenti inerenti il mondo dei ledwall e dei videowall, e durante una ricerca con una chiave abbastanza generica e che posso senza dubbio definire a competizione medio-alta, sono incappato in un sito web che da una breve analisi utilizza tecniche definibili come <strong>Black Hat SEO</strong>, per raggiungere la visibilità sul motore di ricerca, pur non avendo di fatto poco nulla da mostrare come contenuto utile all&#8217;utente.</p>
<p>Questa cosa mi ha fatto riflettere considerando l&#8217;ultimo aggiornamento algoritmico di Google di Aprile 2012, definito come <strong><a href="http://www.cepar.eu/blog/aggiornamento-google-per-la-qualita-dei-contenuti-aprile-2012-25042012.html" target="_blank">Google Penguin</a></strong>, che ha come scopo principale quello di eliminare o penalizzare sulle SERP i siti web definiti come &#8220;spam&#8221;, che contengono quindi contenuto poco rilevante, eccesso di keyword (keyword stuffing) e strutture di link con lo scopo di manipolare i risultati di ricerca.</p>
<p>E&#8217; semplice vedere, nell&#8217;esempio qui riportato, come Google sia ancora facilmente ingannabile utilizzando tecniche ormai note e direi facilmente individuabili.</p>
<p>La ricerca che ho effettuato è molto semplice: &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><strong>Ledwall</strong></span>&#8221;</p>
<p><a href="http://www.google.it/search?sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;q=ledwall">http://www.google.it/search?sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;q=ledwall</a></p>
<p>All&#8217;interno di questa SERP, ho notato la presenza di un sito web con una URL già di per se abbastanza singolare:</p>
<p>www.sedico83.it/<strong><span style="color: #ff0000;">seo</span></strong>/ledwall.html</p>
<p>Già di per se questa URL mostra qualcosa di singolare. La pagina in questione (ledwall.html) è stata posta in una specifica sottocartella, denominata &#8220;seo&#8221;.</p>
<p>Non che questo sia di per se un problema, ma vediamo come appare quella pagina all&#8217;utente:</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/05/SitoWebOriginale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-133" title="SitoWebOriginale" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/05/SitoWebOriginale.jpg" alt="" width="1000" height="593" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fin qui direi nulla di male, con una sola osservazione, e cioè che la pagina in questione già di per se mostra a mio parere un segno di <strong>Sovraottimizzazione SEO</strong> abbastanza chiaro, e cioè la presenza di questo Title Tag:</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">ledwall &#8211; LEDWALL &#8211; noleggio ledwall &#8211; VENDITA LEDWALL &#8211; produzione ledwall</span></strong></p>
<p>La ripetizione della medesima chiave di ricerca all&#8217;inizio del title, e la ripetizione di Keyphrase contenti sempre la stessa parola chiave, sono chiaramente un eccesso.</p>
<p>Navigando il sito web inoltre, ci si accorge da subito di come questa pagina web non sia assolutamente collegata da nessuna parte in altre sezioni del sito web, risultando di fatto come una pagina orfana. Ma siamo sicuri che sia così? Come può Google rankare tra le prime posizioni per una chiave di ricerca del genere, una pagina che non riceve alcun link interno? Forse un ottimo link building? Andiamo a scoprirlo!</p>
<p>Andiamo a vedere come Google ha cachato la pagina in questione, in particolare con la versione cache testuale:</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/05/SitoWeb-Cache-Google.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-135" title="SitoWeb-Cache-Google" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/05/SitoWeb-Cache-Google.jpg" alt="SitoWeb-Cache-Google" width="1000" height="568" /></a>Ecco che emerge chiaramente quello di cui ho parlato.</p>
<p>Google visualizza una versione della pagina decisamente differente da quella dell&#8217;utente. In particolare la parte nel riquadro rosso è completamente invisibile all&#8217;utente, ma creata con l&#8217;unico scopo di essere mostrata a Google.</p>
<p>Obbiettivo? Inserire ulteriormente la parola chiave, aumentando anche la quantità di contenuto della pagina. Basta leggere questa parte di contenuto per comprendere che la sua utilità è pari a zero. <strong>E&#8217; sgrammaticato, ripetitivo e contiene in particolare i Meta Tags H1, H2, H3 e H4 tutti uguali e con chiave, guarda un po&#8217;, ledwall</strong>.</p>
<p>Ma non è finita qui, vediamo cosa troviamo nello scorrere ulteriormente la cache verso il fondo pagina:</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/05/SitoWeb-Cache-Google-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-136" title="SitoWeb-Cache-Google-2" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/05/SitoWeb-Cache-Google-2.jpg" alt="SitoWeb-Cache-Google-2" width="1000" height="570" /></a>Ecco qui svelato l&#8217;arcano, la pagina in questione non è orfana, ma gode di una ottima struttura di linking nel footer della pagina.</p>
<p>Quelli che vedete li&#8217; in fondo sono infatti link con anchor text mirato verso altrettante pagine che guarda a caso, sono l&#8217;esatta copia di questa in analisi, con l&#8217;unica accuratezza di aver sostituito la parola chiave ledwall, con quella specifica per quella pagina, e cioè nello specifico: noleggio ledwall, noleggio maxischermi, noleggio videoproiettori, installazione ledwall ecc ecc.</p>
<p>Inutile dire che questi link non sono visibili all&#8217;utente e risultano quindi essere un ulteriori <strong>tentativo di manipolazione delle SERP</strong> per tutte le chiavi di ricerca citate.</p>
<p>Quello che in particolare risultano essere a mio parere scandalose, sono le tecniche utilizzate per mettere in piedi questo piccolo giochetto, e cioè:</p>
<ul>
<li>L&#8217;utilizzo del tag <strong><a href="http://www.w3schools.com/tags/tag_noscript.asp" target="_blank">&lt;noscript&gt;</a></strong>.Questo tag permette infatti al browser internet di visualizzare un contenuto differente, nel momento in cui fosse disabilitata l&#8217;esecuzione di Javascript. I motori di ricerca però, da anni, ne indicizzano il contenuto. E da anni questa tecnica è definita come pericolosa e a rischio penalizzazione.</li>
<li>L&#8217;utilizzo, per la parte di link nascosti, di un div, definito con id=&#8221;seo&#8221; (che fantasia!) che da css ha impostate le proprietà di <strong><span style="text-decoration: underline;">visibility:hidden</span></strong> e <strong><span style="text-decoration: underline;">display:none</span></strong>. Questo è sufficiente a impedirne la visualizzazione all&#8217;utente, ma a renderlo papabile dagli spider dei motori di ricerca.</li>
</ul>
<h1>Conclusione:</h1>
<p>In conclusione, quello su cui credo ci sia da riflettere, è la semplicità con cui ancora oggi vengono ingannati i motori di ricerca. Sono anni che Google si impegna nel tentativo di ripulire le SERP da operatori SEO del settore un po&#8217; furbetti che preferiscono ad un corretto e decisamente miglior lavoro di posizionamento sui motori di ricerca, soluzioni come questa. La cosa dovrebbe far riflettere soprattutto in casi come questo in cui ci sono svariati segnali di manipolazione.</p>
<p>Cosa ne pensate? Forse dovremmo aspettare che Penguin risolva il problema? <img src='http://www.cepar.eu/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Aggiornamento Google per la Qualità dei Contenuti: Penalizzazioni per Keyword Stuffing, Schemi di Link e Article Spinning</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/aggiornamento-google-per-la-qualita-dei-contenuti-aprile-2012-25042012.html</link>
		<comments>http://www.cepar.eu/blog/aggiornamento-google-per-la-qualita-dei-contenuti-aprile-2012-25042012.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 00:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha annunciato oggi l&#8217;intenzione di rilasciare nei prossimi giorni un importante aggiornamento algoritmico con lo scopo di combattere le più diffuse tecniche di webspam. L&#8217;obbiettivo è di aumentare ancora una volta l&#8217;importanza della qualità dei contenuti all&#8217;interno dei siti &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/aggiornamento-google-per-la-qualita-dei-contenuti-aprile-2012-25042012.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google ha annunciato oggi l&#8217;intenzione di rilasciare nei prossimi giorni un importante <strong>aggiornamento algoritmico</strong> con lo scopo di combattere le più diffuse tecniche di webspam.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo è di aumentare ancora una volta l&#8217;importanza della qualità dei contenuti all&#8217;interno dei siti web, e di <strong>penalizzare invece le tecniche di posizionamento sui motori di ricerca che vengono considerate come poco corrette e al limite della black-hat SEO</strong>.</p>
<p>L&#8217;annuncio di questo imminente aggiornamento è stato pubblicato sul <strong><a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.it/2012/04/another-step-to-reward-high-quality.html" target="_blank">Google WebMasterCentral</a>. </strong></p>
<p>A detta di Google, l&#8217;aggiornamento algoritmico <strong>impatterà mediamente su circa il 3% delle SERP</strong> in lingua inglese, e in differenti percentuali per altre lingue, fino al 5% per lingue come il Polacco che risultano particolarmente &#8220;spammate&#8221; nel tentativo di aumentare la pertinenza e la rilevanza di alcune pagine web per determinate chiavi di ricerca.</p>
<p>L&#8217;aggiornamento arriva dopo il grande cambiamento dello scorso anno, con l&#8217;introduzione dell&#8217;algoritmo <strong><a title="Google Panda" href="http://googleitalia.blogspot.it/search/label/Panda" target="_blank">Google Panda</a>,</strong> che ricordiamo impattò su circa il 13% delle SERP Mondiali.</p>
<p>Sono principalmente 3 le aree in cui Google dichiara di voler agire in modo severo:</p>
<h2>Keyword Stuffing</h2>
<p>Quella che è forse la tecnica di spam più difusa per raggiungere il posizionamento sui motori di ricerca, e che purtroppo ancora fornisce risultati, è il Keyword Stuffing.</p>
<p>Per chi non fosse a conoscenza della tecnica, questa è la definizione ufficiale fornita nella guida del <strong><a title="Keyword Stuffing" href="http://support.google.com/webmasters/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=66358" target="_blank">Webmaster Tools</a></strong>.</p>
<p>Personalmente ritengo decisivo questo punto. Ancora oggi sono troppi i contenuti presenti nelle prime pagine del motore di ricerca che mostrano una chiara manipolazione nel tentativo di aumentare in modo innaturale la densità e la distribuzione di una specifica parola chiave.</p>
<p>E&#8217; Google stesso a mostrare un esempio di pagina chiaramente identificata come Keyword Stuffing:</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<dl id="attachment_121" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/04/keyword-stuffing.png"><img class="size-large wp-image-121" title="keyword-stuffing" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/04/keyword-stuffing-1024x637.png" alt="Keyword Stuffing" width="584" height="363" /></a></dt>
</dl>
</div>
<h2>Schemi di Link</h2>
<p>Altra diffusa tecnica, o meglio strategia, utilizzata nel tentativo di aumentare il numero di back-links verso il proprio sito web, o nel tentativo di manipolare il <strong><a title="Page Rank Definizione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PageRank" target="_blank">Page Rank</a></strong> e quindi aumentare il ranking per determinate chiavi di ricerca, è quella della creazione di schemi complessi di <strong>scambio link o di acquisizione di link a pagamento</strong>. Sono anni che Google condanna l&#8217;utilizzo di tali strategie, ma è evidente che ancora oggi la loro scoperta risulta complessa e difficoltosa.</p>
<p>A tal proposito è confermata la necessità di puntare alla realizzazione di contenuti di qualità che ricevano spontaneamente link di citazione, così come la necessità di prestare attenzione nello scambio link con altri siti web. Non che questa sia una pratica generalmente scorretta (<strong>è naturale a mio parere che siti di tematiche affini si scambino links</strong>), ma è evidente agli occhi di Google quando lo scambio risulti massiccio e mirato. Facile per esempio notare in un contenuto, la presenza di link diffusi, con anchor text molto simili, e in contesti difficilmente collegabili semanticamente alle pagine di destinazione di tali links. (es: un contenuto con argomento &#8220;banane&#8221; potrebbe linkare coerentemente a siti web di &#8220;frutta&#8221;, &#8220;cucina&#8221;, &#8220;sport&#8221;, molto più difficilmente a siti web di &#8220;tecnologia&#8221;, &#8220;politica&#8221; o &#8220;edilizia&#8221;).</p>
<p>Anche in questo caso, l&#8217;esempio di Google è lampante:</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/04/link-spam.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-122" title="link-spam" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/04/link-spam-1024x678.png" alt="Schermi di Link Spam" width="584" height="386" /></a>E&#8217; chiaro come il testo qui sopra contenga link con anchor text mirati, in un contesto che nulla ha a che vedere con i contenuti di destinazione di tali links.</p>
<h2>Article Spinning</h2>
<p>Tecnica forse meno utilizzata perché più complessa da realizzare è quella dell&#8217;Article Spinning o della creazione di testi spin. In breve, consiste nella creazione di differenti versioni di un contenuto, al volte addirittura con la <strong>creazione di testi di contenuto sostanzialmente differente, tramite la combinazione/scambio di porzioni di testo in modo matematico</strong>. Molto spesso la sostituzione avviene per parole chiave specifiche che potrebbero essere sostituite all&#8217;interno del medesimo testo.</p>
<p>E&#8217; una tecnica utilizzata dai Copy Writer per creare una versione di un contenuto che può essere poi facilmente rivenduta a differenti clienti, semplicemente sostituendone alcune parole chiave.</p>
<p>Molto spesso l&#8217;operazione viene eseguita manualmente, modificando in modo adeguato alcune frasi, e andando di fatto a reinterpretare il contenuto. A mio parere, se eseguita in modo corretto e con un certo sforzo, questa strategia non dovrebbe essere considerata come spam da Google. Anche in questo caso a incidere è sempre la meccanicità dell&#8217;operazione.</p>
<p><strong>Reputo questo aggiornamento come decisivo per la pulizia delle SERP da situazioni che, allo stato attuale, sono decisamente scandalose e clamorose.</strong></p>
<p>Un piccolo passo in avanti verso un SEO e un Posizionamento Organico mirato alla creazione di siti web di qualità, ricchi di informazioni utili, contenuti degni di Universal Search e che rendano il motore di ricerca uno strumento di informazione e acquisizione di informazioni sensate e utili. In questa ottica, il lavoro di un SEO dovrebbe essere quello di strutturare in modo pertinente i contenuti e la struttura del sito web, permettere la corretta indicizzazione e migliorare la user experience, non un mero tentativo di manipolare i risultati di ricerca e mostrare spazzatura all&#8217;utente.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? Attendo Commenti! <img src='http://www.cepar.eu/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
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		<title>Corso SEO “Made in USA” di Bruce Clay – Milano, 20 – 21 Giugno 2012</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/corso-seo-milano-bruceclay-16042012.html</link>
		<comments>http://www.cepar.eu/blog/corso-seo-milano-bruceclay-16042012.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei requisiti per avere successo sul web è certamente essere visibili su Google ed avere uno staff interno che ne capisca di SEO. Nel panorama Italiano, ci sono vari Corsi SEO di buona qualità, tra cui certamente vale la &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/corso-seo-milano-bruceclay-16042012.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei requisiti per avere successo sul web è certamente essere visibili su Google ed avere uno staff interno che ne capisca di SEO.</p>
<p>Nel panorama Italiano, ci sono vari <a href="http://www.bruceclay.com/eu-it/seo/training.htm">Corsi SEO</a> di buona qualità, tra cui certamente vale la pena menzionare quello di Madri, quelli del Il Sole 24 (a Roma e Milano) ed il Be Wizard di Rimini.</p>
<p>In aggiunta una volta ogni 2 anni torna in Italia il Corso SEO dell’azienda americana Bruce Clay (Milano 20 – 21 Giugno &#8211; Hotel Hilton), una formazione avanzata SEO e SEM che fornisce strumenti pratici e teorici per portare traffico dai motori di ricerca al vostro sito web in modo naturale.</p>
<div id="attachment_111" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/04/Corso-SEO_BruceClay.jpg"><img class="size-full wp-image-111" title="Corso_SEO_BruceClay" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/04/Corso-SEO_BruceClay.jpg" alt="Corso SEO" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Corso SEO Bruce Clay</p></div>
<p>Il corso della BruceClay è lo stesso format proposto agli eventi  SMX e SES dal 2007. E’ adatto ed indirizzato sia agli Smanettoni ( è incluso 1 anno di SeoToolset ) che al Web Marketing (Web Marketing Specialist, Brand manager, Web designer, Web Agency) .</p>
<p>Per la prima volta il corso verrà tenuto anche in Italiano! Il costo si aggira intorno ai 600 € per 2 giorni.</p>
<p>Io ho partecipato all’edizione del 2009 e la mia valutazione è decisamente positiva!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Campagne Remarketing Google: Uso Scorretto ed Eccesso di Visualizzazioni</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/campagne-remarketing-google-uso-scorretto-ed-eccesso-di-visualizzazioni-09032012.html</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 00:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adwords]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cepar.eu/blog/?p=91</guid>
		<description><![CDATA[Ultimamente stavo riflettendo sulla larga diffusione che ha avuto negli ultimi mesi l&#8217;utilizzo dello strumento di Remarketing di Google Adwords. Cos&#8217;è il Remarketing? Per chi non dovesse conoscerlo, cito qui sotto la definizione ufficiale usata da Google: Il remarketing ti &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/campagne-remarketing-google-uso-scorretto-ed-eccesso-di-visualizzazioni-09032012.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente stavo riflettendo sulla larga diffusione che ha avuto negli ultimi mesi l&#8217;utilizzo dello strumento di Remarketing di Google Adwords.</p>
<h2>Cos&#8217;è il Remarketing?</h2>
<p>Per chi non dovesse conoscerlo, cito qui sotto la definizione ufficiale usata da Google:</p>
<blockquote><p>Il remarketing ti consente di raggiungere gli utenti che visitano il tuo sito web e mostrare loro annunci mentre navigano nel Web. Un elenco per il remarketing rappresenta le persone che desideri stimolare nuovamente con un messaggio coinvolgente.</p></blockquote>
<p>Quello che effettivamente viene fatto per realizzare una campagna di remarketing, è di inserire un codice che di fatto altro non fa se non settare un cookie nel browser dell&#8217;utente, memorizzandone un ID che viene successivamente inserito in quella che viene definita la lista di remarketing.</p>
<p>La presenza dell&#8217;utente in quella lista garantisce al sistema di Google Adwords di sapere con precisione, potenzialmente,  tutte le pagine che sono state visitate, permettendo poi all&#8217;inserzionista di mostrare annunci specifici a seconda delle pagine o delle sezioni del sito visitate.</p>
<p>Dopo aver fatto quindi un accesso al sito web e aver memorizzato il cookie, l&#8217;utente si troverà a navigare il web su migliaia di siti web (tra cui Gmail, Youtube, Google Maps ed altri) ritrovando gli annunci di remarketing anche su siti web che nulla hanno a che vedere con l&#8217;argomento trattato.</p>
<p>Lo strumento funziona, ovviamente, solo sulla <a title="Rete Display Google" href="http://support.google.com/adwords/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=117120" target="_blank">Rete Display di Google</a>, in cui è possibile la pubblicazione di annunci testuali, e soprattutto illustrati.</p>
<p>Tra le opzioni che vengono offerte per gestire al meglio una campagna di remarketing, oltre alla classica possibilità di <span style="text-decoration: underline;">limitare il numero di impression (visualizzazioni) per ogni utente in un certo periodo</span>, Google permette di impostare una <span style="text-decoration: underline;">durata massima del cookie</span>, così da liberare l&#8217;utente dalla lista e non mostrare più gli annunci di remarketing dopo il tempo definito.</p>
<p>Proprio di questo aspetto è opportuno a mio parere discutere, e lo farò qui di seguito.</p>
<p>Comunque per chi fosse alle prime armi, Google ci viene in soccorso con un breve video introduttivo:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Ft6YS-xwuXU" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<h2></h2>
<h2>Utilizzo Scorretto?</h2>
<p>Ora che è chiaro il funzionamento di una campagna remarketing, quello che sto notando è un utilizzo a mio parere eccessivo e dannoso per il Brand dell&#8217;inserzionista, a causa di una eccessiva esposizione degli annunci di remarketing, durante la giornata e per settimane/mesi a seguire.</p>
<p>Entro per caso in un noto sito di crociere (non la costa crociere), navigo per qualche minuto, e andando poi a guardare un video su youtube, ecco il remarketing!</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<dl id="attachment_95" class="wp-caption aligncenter" style="width: 466px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/03/Remarketing.gif"><img class="size-full wp-image-95" title="Schema Remarketing" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/03/Remarketing.gif" alt="Schema Remarketing" width="456" height="280" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Entrato subito nella lista, inizio ad essere bersagliato da annunci illustrati della compagnia, per <strong>centinaia di volte al giorno, e sopratutto per mesi interi</strong>.</p>
<p>Proviamo a tralasciare situazioni come quelle di agenzie di web marketing che cascano in errori grossolani, come la mancata creazione di liste di esclusione per evitare di mostrare inutilmente l&#8217;annuncio ad utenti che, per esempio dopo aver visitato un ecommerce, hanno già effettivamente comprato e quindi terminato la conversione.</p>
<p>Questo è ovviamente un errore nel momento in cui, dopo la conversione, mostriamo all&#8217;utente un messaggio di pre-conversione. Non lo sarebbe se invece andassimo a mostrare all&#8217;utente un messaggio di post-conversione (tipo: &#8220;Hai comprato da noi? Se torni 10% di sconto sul prossimo acquisto!&#8221;).</p>
<p>Evitando errori di questo genere risparmiamo in impression inutili, e soprattutto evitiamo di instaurare un rapporto di &#8220;disturbo&#8221; da parte dell&#8217;utente di quel brand, che forse &#8220;sta diventando un po&#8217; troppo insistente&#8221;.</p>
<h2>E se invece la conversione non ci fosse ancora stata, cosa dovremmo fare? Quanto dovremmo insistere nel mostrare quell&#8217;annuncio all&#8217;utente? Per quanto tempo? Con che modalità?</h2>
<p>Credo siano domande che attualmente molte grosse società non si pongono (forse non hanno  neanche problemi di budget), rischiando di ledere alla loro stessa immagine.</p>
<p>E&#8217; a questo punto che inizio a ragionare e mi chiedo:</p>
<p><strong>Ma siamo sicuri che questo non sia un uso scorretto del remarketing?</strong></p>
<p>Lo scopo dovrebbe essere quello di instaurare una relazione con l&#8217;utente, aggiornandolo sulle ultime novità, magari sulle ultime offerte che possono essere di suo interesse (a tal proposito provate e visitare un po il sito Hoepli. che a mio parere sta facendo un ottimo lavoro).</p>
<p>Il risultato a cui invece spesso arrivano inserzionisti a mio parere folli e incompetenti, è di assalire un utente che dopo aver visitato un sito si ritrova a distanza magari di 40 giorni, sempre con il medesimo annuncio, pur avendo magari perso interesse per la cosa dopo sole 2 ore dalla prima visita.</p>
<p>Non oso pensare a cosa potrebbe accadere se in futuro inserzionisti senza alcuna capacità di valutazione in tal senso, dovessero cominciare a lanciare cookie di durata trimestrale verso utenti che si troverebbero a dover vedere sempre la stessa pubblicità, monotona, stancante, insopportabile.</p>
<p>Sarebbe a dir poco la morte dell&#8217;advertising online..</p>
<p>Qualcuno potrebbe obiettare che di fatto Google fornisce all&#8217;utente la possibilità di disattivare il monitoraggio, attraverso una procedura di cancellazione del cookie.</p>
<p>Ma siamo seri, quanti utenti sanno come farlo? Quanti sanno che si tratta di un cookie? Quanti accedono alla pagina specifica, cancellano il cookie e disattivano il sistema?</p>
<p>No, la soluzione non può essere questa.</p>
<h2></h2>
<h2>Una possibile soluzione?</h2>
<p>Quello che invece bisogna fare, è lavorare a mio parere per una corretta limitazione delle impression e delle visualizzazioni di banner e annunci.</p>
<p>Per ovviare a questo problema, come accennato prima, sarebbe opportuno limitare il numero di impression della campagna di remarketing ad un numero massimo per utente in una giornata. E&#8217; possibile ovviamente farlo nella sezione impostazioni campagna:</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/03/Frequency-Capping.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-96" title="Limite-Impression" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/03/Frequency-Capping.jpg" alt="Limite Impression" width="547" height="280" /></a></p>
<p>Questo non ci permette però di decidere la durata massima nel tempo della nostra azione. Quello che bisogna quindi fare, è valutare attentamente la durata del cookie della lista di remarketing. Di default è fissato a 30 Giorni..Ma se diminuissimo il tempo? Se un utente dopo 10 giorni in cui ha visto il medesimo annuncio per centinaia di volte non ha mostrato alcun interesse, ha senso insistere? Alcuni inserzionisti di cui ho letto pensano di sì, sostenendo che è necessario un tempo di esposizione elevato per recuperare la conversione di un utente &#8220;perso&#8221;.</p>
<p>Io credo che invece sia scorretto eccedere, e sia quindi opportuno limitare a un tempo ragionevole, come per esempio 10 giorni, la durata dell&#8217;azione. In fondo se l&#8217;utente dovesse ritornare in quei 10 giorni o dopo 1 mese, ricomincerebbe comunque con un nuovo cookie..</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/03/remarketing-options.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-97" title="Durata Cookie Remarketing" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/03/remarketing-options.png" alt="Durata Cookie Remarketing" width="706" height="295" /></a></p>
<p>L&#8217;unico motivo per cui mi viene in mente che si possa valutare di mantenere l&#8217;utente nella lista per mesi, è di studiare una specifica strategia di messaggi successivi, che cambiano con il tempo per evitare di annoiare.</p>
<p>Sotto questo aspetto, forse Google dovrebbe valutare di intervenire, anche perchè sono tra i primi i publisher a lamentarsi, perchè molto spesso sono coloro che hanno un sito che ospita annunci Google a dover salvaguardare gli utenti da un assalto di annunci noiosi e che possano intaccare la qualità del contenuto o della navigazione.</p>
<p>E&#8217; vero che Google ha i suoi interessi, un inserzionista che non ha limiti, spende di più, e per Google certo non è un male.</p>
<p>Cosa ne pensate? Avete anche voi questa sensazione? Attendo commenti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cepar.eu/blog/campagne-remarketing-google-uso-scorretto-ed-eccesso-di-visualizzazioni-09032012.html/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuove Fan Page Timeline Facebook</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/nuova-fan-page-timeline-facebook-01032012.html</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 11:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook ha attivato da circa 24 ore la funzione di anteprima delle Nuove Fan Page ufficiali. In particolare, sembra che dal 30 Marzo 2012 tutte le Fan Page Facebook avranno automaticamente impostata la nuova grafica di timeline, che ricordiamo è &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/nuova-fan-page-timeline-facebook-01032012.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facebook ha attivato da circa 24 ore la funzione di anteprima delle <strong>Nuove Fan Page</strong> ufficiali.</p>
<p>In particolare, sembra che dal 30 Marzo 2012 tutte le Fan Page Facebook avranno automaticamente impostata la <strong>nuova grafica di timeline</strong>, che ricordiamo è da qualche mese attiva per i profili privati..</p>
<p>Sebbene possa sembrare un cambiamento &#8220;naturale&#8221;, va certamente analizzato il suo impatto nel panorama del social media marketing.</p>
<p>Già alcuni dei principali paper online di settore social hanno scritto articoli a riguardo, sottolineando come la fase sia ancora primordiale e sia molto complesso fare ipotesi veritiere sul futuro delle fan page.</p>
<p>Dando un occhio in giro, ecco come si presentano le nuove Fan Page con Timeline Facebook per alcuni grossi Brand che hanno già lavorato sulla nuova grafica/impostazione:</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/03/CocaColaFanPageFB1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-84" title="CocaColaFanPageFB" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2012/03/CocaColaFanPageFB1.jpg" alt="" width="874" height="730" /></a>Si nota chiaramente come Coca Cola abbia lavorato in particolare sull&#8217;impostazione della copertina della fan page, ma come si stia adoperando anche sull&#8217;addensamento delle notizie in alcuni periodi specifici degli anni.</p>
<p>Notate come è stata inserita la data 8 Maggio 1886 in Timeline e a quella data è stato inserito il certificato di fondazione della Coca Cola.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La possibilità di inserire date a ritroso e contenuti ordinati sembra essere una delle principali novità di questo sistema, ma c&#8217;è molto altro.</span></p>
<p>Sembra infatti che siano spariti quelli che vengono definiti in gergo i <strong>landing tabs</strong>, e cioè quelle pagine (applicazioni XBMFL) che potevano essere fino ad oggi impostate come di default all&#8217;apertura di una fan page facebook. Questo strumento era precedente utilizzato in modo molto efficace per spingere l&#8217;utente a divenire effettivamente fan, proponendo un messaggio che risultava specifico solo per coloro che già non avevano messo il &#8220;mi piace&#8221; alla fan page.</p>
<p>Se venisse realmente tolta questa funzione, risulterebbe certamente molto più complessa l&#8217;acquisizione di fan da parte di nuovi brand, poichè la difficoltà di portare l&#8217;utente sul Tab dell&#8217;applicazione/scheda desiderata risulterebbe maggiore.</p>
<p>Direi che risulterebbe anche maggiormente complesso impostare messaggi specifici per alcuni periodi dell&#8217;anno (se non lavorando per bene sulla copertina), sempre per la difficoltà di far accedere tutti gli utenti fan e non in una specifica sezione della fan page per uno specifico periodo dell&#8217;anno.</p>
<p>Diciamo che per ora le novità sembrano non mancare, ma è veramente molto presto per fare ipotesi veritiere.</p>
<p>Segnalo intanto, come anticipato, un primo articolo di Mashable a proposito di <a href="http://mashable.com/2012/02/29/facebook-timeline-brands-prepare/#511919-Timeline-makes-Pages-more-social" target="_blank">Nuove Fan Page Facebook</a>.</p>
<p>E voi? Avete trovato altre importante novità? Parliamone insieme!</p>
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		<title>Vacanze sulla Neve Virtuali con Google Maps Street View</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/vacanze-sulla-neve-virtuali-con-google-maps-19122011.html</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 21:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Vacanze virtuali sulla neve con Google Maps con Street View.. Guardare, ammirare ed esplorare qualsiasi luogo del mondo con immagini nitide a livello stradale e con rotazione a 360 gradi. Succede con Google Maps con Street View, lo strumento che &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/vacanze-sulla-neve-virtuali-con-google-maps-19122011.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vacanze virtuali sulla neve con Google Maps con Street View..</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/12/google_maps_logo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-78" title="Google Maps" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/12/google_maps_logo.jpg" alt="Google Maps" width="560" height="315" /></a></p>
<p>Guardare, ammirare ed esplorare qualsiasi luogo del mondo con immagini nitide a livello stradale e con rotazione a 360 gradi. Succede con Google Maps con Street View, lo strumento che permette gratuitamente di visitare in anticipo il vostro luogo di vacanza e, in generale, di esplorare quasi dal vivo luoghi che magari, altrimenti, non si potrebbero conoscere.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/a-LjgBaWnqs" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>E visto che siamo nel periodo natalizio, la voglia di vacanze porta ad andare in montagna, magari presso note località sciistiche.</p>
<p>Google ha recentemente annunciato di aver ampliato la copertura di impianti sciistici negli USA e in Canada, e di poter quindi fornire attualmente un servizio ancora migliore di quello migliore per cui era stato creato il sistema di copertura degli impianti, e cioè le Olimpiadi Invernali di Vancouver.</p>
<p>Sono parecchi i posti incantevoli di montagna, negli Stati Uniti, che è possibile visitare con <strong>Google Maps con Street View</strong>, a partire dalla Squaw Valley, che è una delle più rinomate località sciistiche a stelle e strisce; il posto, nel Nord della California, è incantevole.</p>
<p>Basti pensare che nel 1960 proprio la Squaw Valley fu la sede degli ottavi giochi olimpici invernali.</p>
<p>Nel Colorado c&#8217;è invece la Breckenridge Ski Resort, che quest&#8217;anno festeggia i 50 anni dalla sua fondazione negli Stati Uniti. Detta anche semplicemente &#8220;Breck&#8221;, la Breckenridge Ski Resort si può esplorare con Google Maps con Street View, e lo stesso dicasi anche per la Whistler Blackcomb. In questo caso però dobbiamo spostarci in Canada, nella Columbia Britannica, e comunque a soli 130 chilometri circa da Vancouver. Sede nel 2000 dei ventunesimi giochi olimpici invernali, nella <a title="Whistler BC Google Street View" href="http://maps.google.com/maps?rlz=1C1GGLS_enUS336US358&amp;q=Whistler+BC&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Whistler,+Squamish-Lillooet+Regional+District,+British+Columbia,+Canada&amp;gl=us&amp;ei=NABuS67IBseWtgf5zKWDBg&amp;ved=0CBAQ8gEwAA&amp;ll=50.115248,-122.959146&amp;spn=0.071083,0.181789&amp;t=h&amp;z=13&amp;layer=c&amp;cbll=50.059139,-122.958391&amp;panoid=Zzl28rqGJgaL2IdkUleP8A&amp;cbp=12,234.28,,0,2.71&amp;source=embed&amp;utm_campaign=en&amp;utm_medium=et&amp;utm_source=en-et-na-us-gns-svn" target="_blank">Whistler Blackcomb</a> ogni anno quasi tre milioni di persone la visitano per sciare ma anche per lunghe sgambate in mountain bike.</p>
<p>E se non siete sazi del vostro tour virtuale, ma realistico, con Google Maps Street View, raccomandiamo sempre in Canada Lake Louise, una località sciistica nota, tra l&#8217;altro, per il fatto di essere spesso una delle tappe della Coppa del Mondo di sci alpino. Situata nello Stato dell&#8217;Alberta, Lake Louise è un posto bellissimo da visitare visto che si trova dentro il Banff National Park, e visto che poco distante c&#8217;è anche l&#8217;omonimo lago, e tutto intorno molte cime delle Montagne Rocciose del Canada.</p>
<p>Cosa Aspettate? Cominciate Ora:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Whistler+Skier's+Plaza&amp;sll=50.136975,-123.113995&amp;sspn=0.070527,0.181789&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Whistler+%26+Blackcomb+Mountains,+4545+Blackcomb+Way+RR+4,+Whistler,+British+Columbia+V0N+1B4,+Canada&amp;t=h&amp;layer=c&amp;cbll=50.113066,-122.954091&amp;panoid=rxhAusyB1k7C-8lGdOD61Q&amp;cbp=12,49.79,,0,-4.74&amp;ll=50.076835,-122.949908&amp;spn=0.045959,0.111494&amp;z=14&amp;vpsrc=0&amp;output=svembed" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="560" height="315"></iframe><br />
<small><a style="color: #0000ff; text-align: left;" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Whistler+Skier's+Plaza&amp;sll=50.136975,-123.113995&amp;sspn=0.070527,0.181789&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Whistler+%26+Blackcomb+Mountains,+4545+Blackcomb+Way+RR+4,+Whistler,+British+Columbia+V0N+1B4,+Canada&amp;t=h&amp;layer=c&amp;cbll=50.113066,-122.954091&amp;panoid=rxhAusyB1k7C-8lGdOD61Q&amp;cbp=12,49.79,,0,-4.74&amp;ll=50.076835,-122.949908&amp;spn=0.045959,0.111494&amp;z=14&amp;vpsrc=0">View Larger Map</a></small></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dati Nielsen Web Marketing in Crescita Ultimo Trimestre 2011</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/dati-nielsen-web-marketing-in-crescita-novembre-2011-28112011.html</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 22:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adwords]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[In un contesto difficile per l&#8217; intera economia mondiale, un segnale fortemente positivo ci arriva dall&#8217; ultimo report Nielsen (società leader mondiale di rilevazione dati marketing) che fa luce sulle attuali tendenze all&#8217; interno del vasto contesto dell&#8217; advertising in &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/dati-nielsen-web-marketing-in-crescita-novembre-2011-28112011.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un contesto difficile per l&#8217; intera economia mondiale, un segnale fortemente positivo ci arriva dall&#8217; ultimo report <a title="Nielsen" href="http://www.nielsen.com/it/it.html" target="_blank">Nielsen </a>(società leader mondiale di rilevazione dati marketing) che fa luce sulle attuali tendenze all&#8217; interno del vasto contesto dell&#8217; advertising in Italia.</p>
<p>Un report dal quale si evince chiaramente che l&#8217; internet advertising è in grande crescita rispetto agli altri media, in particolare quelli tradizionali. In un panorama dove il negativo sembra prevalere su tutto,<strong> l&#8217;advertising su internet si è distinto e il rapporto Nielsen parla, infatti, di un +15%</strong>.</p>
<p>Gli altri media sembrano essere in forte calo, in tal senso i numeri sono abbastanza chiarificatori. Nemmeno televisione e radio sono stati in grado di reggere al difficile momento di crisi.</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/11/Nielsen-Novembre2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-55" title="Nielsen-Novembre2011" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/11/Nielsen-Novembre2011.jpg" alt="Nielsen-Novembre2011" width="800" height="600" /></a></p>
<p>La prima si ritrova ora a fronteggiare uno sconfortante -3,7%, mettre la seconda si assesta sul -5,5%. I dati relativi ad altri mezzi come cinema e stampa non si discostano molto dai risutati di TV e radio, ma il cinema riesce a scendere fino ad un clamoroso -20%.</p>
<p>In un report così “difficile”, i <strong>risultati dell internet advertising diventato ancora più incredibili</strong> e rimangono pochi dubbi su quale sia la tendenza attuale. Internet sembra aver surclassato anche quei media che difficilmente hanno dovuto affrontare report Nielsen così catastrofici. Uno scenario, quello dell&#8217; advertising in Italia, dove tutti sembrano investire su web e media sociali.</p>
<p>Un report che mostra chiaramente quale sia la tendenza attuale e riconferma internet come uno dei media favoriti per raggiungere clienti e mercati.</p>
<p>Un numero incredibile di potenziali clienti per gli advertiser che hanno scelto il web come piattaforma pubblicitaria. Non solo nuovi utenti ogni giorno, ma anche nuovi mercati.</p>
<p>Il forte incremento dei dati riguardanti internet in Italia è dovuto anche alla rapida diffusione di dispositivi mobili sempre più sofisticati. In Italia gli smartphone coprono circa il 50% del mercato. I tablet, infine, stanno vivendo un momento di grazia e già circa un milione di italiani (tra i 25 e i 34 anni) ne ha uno.</p>
<p>Pare non ci siano dubbi su quale sia la piattaforma pubblicitaria favorita al momento.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuova Posizione Annunci Google Adwords</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/nuova-posizione-annunci-google-adwords-22112011.html</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 15:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adwords]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi Google ha apportato miglioramenti e rilasciato aggiornamenti finalizzati a incrementare la qualità dell&#8217;esperienza di navigazione degli utenti web. Questo si traduce in molteplici vantaggi per gli inserzionisti e tutti coloro che vogliono sfruttare la potente piattaforma pubblicitaria &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/nuova-posizione-annunci-google-adwords-22112011.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi Google ha apportato miglioramenti e rilasciato aggiornamenti finalizzati a incrementare la qualità dell&#8217;esperienza di navigazione degli utenti web. Questo si traduce in molteplici vantaggi per gli inserzionisti e tutti coloro che vogliono sfruttare la potente piattaforma pubblicitaria di Google per pubblicizzare la propria attività o incrementare le proprie vendite.</p>
<p>Sono <strong>finalmente disponibili nuovi spazi pubblicitari per le pagine di ricerca di Google</strong> che in molti casi si sono già rivelati particolarmente efficaci.</p>
<p>Da oggi gli annunci precedentemente posizionati lateralmente <strong>potranno apparire anche</strong> <strong>sotto i risultati di ricerca</strong> stessi. Questo genere di novità e di accorgimento ha già cominciato a mostrare i primi risultati positivi su alcune delle campagne che sto monitorando.</p>
<p>Dai alcuni test effettuati è chiaro che la nuova posizione degli spazi pubblicitari è <strong>maggiormente apprezzata dagli utenti finali</strong>, dal momento che la lettura della pagina dall’ alto al basso risulta essere più comoda e naturale.</p>
<p><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/11/annunci-sotto-serp.png"><img class="size-full wp-image-46 aligncenter" title="annunci-sotto-serp" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/11/annunci-sotto-serp.png" alt="Annunci Sotto Serp Google Adwords" width="637" height="436" /></a></p>
<p>Questo si trasmette in migliori CTR a parità di Bid rispetto ad alcuni annunci in alcune posizioni laterali. Diventa sempre più importante la valutazione di una corretta strategia di CPC Max per le chiavi di ricerca, poichè <span style="text-decoration: underline;">un CPC volontariamente abbassato che prima portava a scarsi rendimenti per posizioni 6-7 laterali, può adesso portare a buoni rendimenti sotto ai risultati di ricerca</span>.</p>
<p>Se la pagina è fruibile dall’ utente con maggior naturalezza, anche gli annunci, di conseguenza, riusciranno ad essere più efficaci ed incisivi.</p>
<p>Tra i vari mezzi a disposizione dell’ inserzionista Google permette di utilizzare una strumento denominato “Segmento Top vs. Side”. Grazie all’ utilizzo dello stesso l’inserzionista sarà  in grado di valutare quale tipo di posizionamento risulta essere più efficace.</p>
<p>Nel prossimi mesi il nome cambierà in “<strong>Top vs Other</strong>” e la comparazione della rendita degli annunci avverrà tra quelli posizionati sopra i risultati di ricerca e gli annunci che si trovano in altre posizioni, comprensiva di quella inferiore. Si tratta di un parametro in più per poter capire quanto questo nuovo posizionamento all’ interno delle pagine di ricerca possa portare vantaggi all’ inserzionista che ha deciso di puntare sulla dinamicità e la flessibilità delle strategie di marketing applicate al web.</p>
<p>Un nuovo punto di partenza, quindi, per Google e gli inserzionisti che credono nelle incredibili potenzialità del web advertising e della <a href="http://www.cepar.eu/campagne-pay-per-click.php">Pubblicità Online con Google Adwords</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Novità Targeting Località Google Adwords</title>
		<link>http://www.cepar.eu/blog/nuovo-targeting-localita-google-adwords-14112011.html</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 14:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adwords]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha recentemente annunciato di aver introdotto una significativa modifica nell&#8217;interfaccia di Google Adwords, per poter meglio sfruttare il Targeting per Località. Trovate l&#8217;articolo ufficiale all&#8217;indirizzo del Blog Adwords. Il marketing online si sta affinando sempre di più, per raggiungere &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/nuovo-targeting-localita-google-adwords-14112011.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google ha recentemente annunciato di aver introdotto una significativa modifica nell&#8217;interfaccia di Google Adwords, per poter meglio sfruttare il Targeting per Località. Trovate l&#8217;articolo ufficiale all&#8217;indirizzo del <a title="Targeting Località Adwords" href="http://adwords-it.blogspot.com/2011/10/novita-sul-targeting-per-localita.html" target="_blank">Blog Adwords</a>.</p>
<p>Il marketing online si sta affinando sempre di più, per raggiungere i clienti direttamente nelle singole aree geografiche e modulare le campagne in base alle indicazioni che provengono dai territori. Questa operazione, detta targeting per località, è ormai ampiamente utilizzata da molte aziende per aumentare i risultati delle <a title="Campagne PPC Google Adwords" href="http://www.cepar.eu/campagne-pay-per-click.php">Campagne Pay per Click su Google Adwords</a>.</p>
<p>Raggiungere i clienti giusti diventa una scelta strategica per ottimizzare costi e tempi. Per farlo, bisogna anzitutto conoscere i profili tipo dei propri clienti, da cui derivano le mappe con le indicazioni di aree geografiche più performanti.</p>
<p>Un immediato risultato in quest&#8217;ottica è spesso un diretto aumento dei CTR e una conseguente riduzione dei quality score e dei conseguenti CPC.</p>
<p>Oggi è proprio Google che offre il targeting AdWords su Google Maps. Grazie alla nuova funzione sarà possibile aumentare la densità delle informazioni sul proprio business: percorsi, suggerimenti di viaggio e dati più accurati sulla località di riferimento.</p>
<p>Sara così facile lanciare una campagna solo in una determinata area: digitando ad esempio Roma nella scheda Impostazioni campagna, i suggerimenti offerti daranno luogo a tre tipi di risultati:</p>
<ul>
<li>Località corrispondenti alla città di Roma</li>
<li>Luoghi che racchiudono Roma (come il territorio della provincia)</li>
<li>Siti correlati che potrebbero trovarsi nelle vicinanze o che hanno un nome o una serie di meta-informazioni simili.</li>
</ul>
<p>Il restyling parte dall&#8217;interfaccia di AdWords, attraverso la nuova colonna &#8216;Reach Number&#8217;, che misura il numero di utenti, si possono scoprire località appetibili e posizionarsi più facilmente, ecco una schermata:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/11/TargetAdwords.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-40" title="Target Geografico Adwords" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/11/TargetAdwords-300x169.jpg" alt="Target Geografico Adwords" width="400" height="200" /></a></p>
<p>La capillarità di AdWords si unisce alla potenza di Google Maps. Le posizioni inoltre sono specificate con maggiori dettagli. Si possono visualizzare i confini delle diverse posizioni che hai selezionato contemporaneamente, in modo da poter vedere quanto spazio la città di Roma occupa in relazione a tutta la sua area metropolitana.</p>
<p>Calibrare una campagna pubblicitaria online sarà un po&#8217; come “sparare”: mirare, puntare e fuoco!</p>
<p>Al posto delle armi avrete la pubbblicità della vostra azienda e la scelta precisa di delimitazione della portata del suo raggio d&#8217;azione. All&#8217;interno di un singolo raggio, ci sono più posizioni da occupare, da 300 a 10.000.</p>
<p>Finisce quindi l&#8217;era del targeting a forma di poligono, per fare spazio al &#8220;Target di raggio&#8221;, più elastico e modulabile.</p>
<p>E&#8217; ora di testare ed utilizzare il targeting geografico per località nelle vostre campagne adwords, per raggiungere i clienti giusti e migliorare le prestazioni complessive.</p>
<p>I risultati, credetemi, sono portentosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Indicizzazione Immagini Tecnica FIR o ALT Image?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 13:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Poretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presente articolo evidenzia pregi e difetti della meglio conosciuta Tecnica FIR, utilizzata per inserire testo alternativo o nascosto sotto ad un immagine web. In particolare, si evidenzia come sia attualmente possibile e decisamente consigliato l&#8217;utilizzo di Tag HTML &#60;img&#62; &#8230; <a href="http://www.cepar.eu/blog/css-background-immagini-20092011.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presente articolo evidenzia pregi e difetti della meglio conosciuta <a title="Tecnica FIR" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fahrner_Image_Replacement" target="_blank">Tecnica FIR</a>, utilizzata per inserire testo alternativo o nascosto sotto ad un immagine web.</p>
<p>In particolare, si evidenzia come sia attualmente possibile e decisamente consigliato l&#8217;utilizzo di Tag HTML &lt;img&gt; e corrispettivo attibuto ALT Image come valida alternativa alla suddetta tecnica.</p>
<p>In particolare, l’utilizzo della Tecnica FIR permette effettivamente di inserire un contenuto testuale “nascosto” sotto ad un immagine, che può essere di conseguenza inserita a livello di CSS come background.</p>
<p>Siamo consapevoli del fatto che l’utilizzo di immagini come background di un div da CSS abbia un vantaggio di portabilità e facilità di modifica delle stesse, rispetto all’utilizzo di tag HTML &lt;img&gt;.</p>
<p>Tuttavia, quello che consigliamo è sempre l’utilizzo del corretto tag &lt;img&gt; per una serie di motivi:</p>
<ul>
<li>Il tag &lt;img&gt; permette l’indicizzazione delle immagini, che è il primo punto per il quale vi abbiamo suggerito l’intervento. L’utilizzo di tecnica FIR, o in generale l’omissione del tag &lt;img&gt; rende faticoso, a meno di ulteriori complessi accorgimenti, l’indicizzazione delle immagini da parte degli spiders dei motori di ricerca, compreso il Google-Bot.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il tag &lt;img&gt; permette comunque l’inserimento di un testo alternativo, meglio conosciuto come attributo ALT dell’immagine. Tale attributo è stato introdotto proprio per permettere la leggibilità delle immagini da parte di browser testuali e, ancora più importante, la leggibilità del contenuto di una pagina web da parte di software o browser specifici per disabili. L’utilizzo di tale tag è quindi esattamente sostitutivo della attuale tecnica FIR, in quanto gli spiders tendono ormai a leggere l’ALT dell’immagine e considerarlo come contenuto testuale della pagina web stessa.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il tag &lt;img&gt; è compatibile con l’utilizzo, sempre grazie ad ALT Image, delle immagini come link in ottica SEO. E’ infatti possibile definire l’ALT dell’immagine come Anchor Text del link, per notare come la copia cache relativa sia uguale ad un eventuale inserimento di solo link con Anchor Text.</li>
</ul>
<p>Viste queste considerazioni, ecco come consigliamo di fare la modifica per passare da un utlizzo di Tecnica FIR ad un semplice &lt;img&gt; tag SEO Friendly.<br />
Eccome un ipotetico esempio di utlizzo Tecnica FIR nel CSS:</p>
<div class="nome-div-con-immagine-background-nel-css">
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_28" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/09/Css-Background-FIR.png"><img class="size-medium wp-image-28  " title="Css-Background-FIR" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/09/Css-Background-FIR-300x68.png" alt="Css-Background-FIR" width="450" height="130" /></a><span class="Apple-style-span" style="color: #666666; font-family: Georgia, serif; font-size: 12px; font-weight: 300; line-height: 17px;">Utilizzo di Tecnica FIR con Immagine posta nell&#8217;attributo Background del CSS</span></dt>
</dl>
</div>
</div>
<p>Ecco come invece andrebbe inserita un immagine per poter essere correttamente indicizzata , utilizzato anche il relativo contenuto testuale o ALT Image:</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_29" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/09/Alt-Image-Classico.png"><img class="size-full wp-image-29 " title="Alt-Image-Classico" src="http://www.cepar.eu/blog/wp-content/uploads/2011/09/Alt-Image-Classico.png" alt="Alt-Image-Classico" width="450" height="150" /></a><span class="Apple-style-span" style="color: #666666; font-family: Georgia, serif; font-size: 12px; font-weight: 300; line-height: 17px;">Utilizzo di Alt Image SEO Friendly</span></dt>
</dl>
</div>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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