Iscriviti alla newsletter

Tecniche Black Hat SEO: Dopo Panda e Penguin è Ancora Possibile Fregare Google?

In questi giorni stavo navigando tra siti web che trattano argomenti inerenti il mondo dei ledwall e dei videowall, e durante una ricerca con una chiave abbastanza generica e che posso senza dubbio definire a competizione medio-alta, sono incappato in un sito web che da una breve analisi utilizza tecniche definibili come Black Hat SEO, per raggiungere la visibilità sul motore di ricerca, pur non avendo di fatto poco nulla da mostrare come contenuto utile all’utente.

Questa cosa mi ha fatto riflettere considerando l’ultimo aggiornamento algoritmico di Google di Aprile 2012, definito come Google Penguin, che ha come scopo principale quello di eliminare o penalizzare sulle SERP i siti web definiti come “spam”, che contengono quindi contenuto poco rilevante, eccesso di keyword (keyword stuffing) e strutture di link con lo scopo di manipolare i risultati di ricerca.

E’ semplice vedere, nell’esempio qui riportato, come Google sia ancora facilmente ingannabile utilizzando tecniche ormai note e direi facilmente individuabili.

La ricerca che ho effettuato è molto semplice: “Ledwall

http://www.google.it/search?sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=ledwall

All’interno di questa SERP, ho notato la presenza di un sito web con una URL già di per se abbastanza singolare:

www.sedico83.it/seo/ledwall.html

Già di per se questa URL mostra qualcosa di singolare. La pagina in questione (ledwall.html) è stata posta in una specifica sottocartella, denominata “seo”.

Non che questo sia di per se un problema, ma vediamo come appare quella pagina all’utente:

Fin qui direi nulla di male, con una sola osservazione, e cioè che la pagina in questione già di per se mostra a mio parere un segno di Sovraottimizzazione SEO abbastanza chiaro, e cioè la presenza di questo Title Tag:

ledwall – LEDWALL – noleggio ledwall – VENDITA LEDWALL – produzione ledwall

La ripetizione della medesima chiave di ricerca all’inizio del title, e la ripetizione di Keyphrase contenti sempre la stessa parola chiave, sono chiaramente un eccesso.

Navigando il sito web inoltre, ci si accorge da subito di come questa pagina web non sia assolutamente collegata da nessuna parte in altre sezioni del sito web, risultando di fatto come una pagina orfana. Ma siamo sicuri che sia così? Come può Google rankare tra le prime posizioni per una chiave di ricerca del genere, una pagina che non riceve alcun link interno? Forse un ottimo link building? Andiamo a scoprirlo!

Andiamo a vedere come Google ha cachato la pagina in questione, in particolare con la versione cache testuale:

SitoWeb-Cache-GoogleEcco che emerge chiaramente quello di cui ho parlato.

Google visualizza una versione della pagina decisamente differente da quella dell’utente. In particolare la parte nel riquadro rosso è completamente invisibile all’utente, ma creata con l’unico scopo di essere mostrata a Google.

Obbiettivo? Inserire ulteriormente la parola chiave, aumentando anche la quantità di contenuto della pagina. Basta leggere questa parte di contenuto per comprendere che la sua utilità è pari a zero. E’ sgrammaticato, ripetitivo e contiene in particolare i Meta Tags H1, H2, H3 e H4 tutti uguali e con chiave, guarda un po’, ledwall.

Ma non è finita qui, vediamo cosa troviamo nello scorrere ulteriormente la cache verso il fondo pagina:

SitoWeb-Cache-Google-2Ecco qui svelato l’arcano, la pagina in questione non è orfana, ma gode di una ottima struttura di linking nel footer della pagina.

Quelli che vedete li’ in fondo sono infatti link con anchor text mirato verso altrettante pagine che guarda a caso, sono l’esatta copia di questa in analisi, con l’unica accuratezza di aver sostituito la parola chiave ledwall, con quella specifica per quella pagina, e cioè nello specifico: noleggio ledwall, noleggio maxischermi, noleggio videoproiettori, installazione ledwall ecc ecc.

Inutile dire che questi link non sono visibili all’utente e risultano quindi essere un ulteriori tentativo di manipolazione delle SERP per tutte le chiavi di ricerca citate.

Quello che in particolare risultano essere a mio parere scandalose, sono le tecniche utilizzate per mettere in piedi questo piccolo giochetto, e cioè:

  • L’utilizzo del tag <noscript>.Questo tag permette infatti al browser internet di visualizzare un contenuto differente, nel momento in cui fosse disabilitata l’esecuzione di Javascript. I motori di ricerca però, da anni, ne indicizzano il contenuto. E da anni questa tecnica è definita come pericolosa e a rischio penalizzazione.
  • L’utilizzo, per la parte di link nascosti, di un div, definito con id=”seo” (che fantasia!) che da css ha impostate le proprietà di visibility:hidden e display:none. Questo è sufficiente a impedirne la visualizzazione all’utente, ma a renderlo papabile dagli spider dei motori di ricerca.

Conclusione:

In conclusione, quello su cui credo ci sia da riflettere, è la semplicità con cui ancora oggi vengono ingannati i motori di ricerca. Sono anni che Google si impegna nel tentativo di ripulire le SERP da operatori SEO del settore un po’ furbetti che preferiscono ad un corretto e decisamente miglior lavoro di posizionamento sui motori di ricerca, soluzioni come questa. La cosa dovrebbe far riflettere soprattutto in casi come questo in cui ci sono svariati segnali di manipolazione.

Cosa ne pensate? Forse dovremmo aspettare che Penguin risolva il problema? 😉

By Cepar Digital AgencyCepar Digital Agency on FacebookCepar Digital Agency on Google+Cepar Digital Agency on Twitter

Digital Media Agency: Consulenza Web Marketing Professionale e Strategia di Marketing Digitale su Misura!

  • Personalmente credo tu abbia ragione! Penguin dovrebbe aver già falcidiato questo sito…a meno che non sia solo questione di tempo. Hai mai sentito parlare dei Quality Rater? Speriamo servano a qualcosa…

  • I Quality Rater!!..Leggendari super-user che decidono con un click le sorti di alcuni siti web..eheh..

    Ho letto e sentito parlare spesso dei Quality Rater..
    Hai mai letto questa intervista apparsa su Serachengineland di un QR Google?

    Sono convinto che ci sia troppo lavoro da fare per pensare che a livello “umano” sia possibile monitorare in modo efficace le SERP..

    http://searchengineland.com/interview-google-search-quality-rater-108702

  • Lorenzo

    Un’analisi molto ben fatta che punta l’attenzione sull’effetto deterrente che algoritmi come panda e pinguin Hanno sul web

  • Lorenzo

    Mi chiedo e ti chiedo, perhè creare una pagina apposta con del testo nascosto invece di urilizzare la home?

  • Io ho alcuni siti molto simili tra di loro e con contenuto abbastanza scarno e ho notato che dopo l’ arrivo del nuovo algoritmo alcuni sono stati penalizzati mentre altri sono rimasti al loro posto. I penalizzati sono quelli che ricevevano maggior numero di visite mentre i risparmiati sono stati quelli con meno visite. Ma siamo sicuri che Google non tenda a penalizzare solo i siti scorretti con numero di visite maggiori per ottenere un eventuale ritorno di soldi con adsense?

  • Incredibile pensavo che queste tecniche non venissero più usate!!!

Shares