La maggior parte degli account advertising ha sacche di spreco invisibili nel report standard. Un audit serve a portarle in superficie prima di investire un altro euro.
Un account Google o Meta Ads che gira da mesi accumula strati: campagne vecchie mai spente, keyword che consumano budget senza convertire, pubblici sovrapposti che competono tra loro, conversioni tracciate male. L’audit Google Ads e l’audit Meta Ads di CEPAR mettono ordine: un’analisi sistematica che individua sprechi, errori di configurazione e opportunità non sfruttate. È il punto di partenza logico prima di aumentare il budget o rivedere la strategia, e si integra nelle nostre campagne advertising come fase diagnostica.
Cosa analizza un audit advertising
L’audit Google Ads esamina struttura dell’account, qualità delle keyword e delle corrispondenze, budget allocation, quality score, esclusioni mancanti e configurazione delle conversioni. L’audit Meta Ads verifica struttura delle campagne, sovrapposizione dei pubblici, frequenza, qualità delle creatività e corretto funzionamento del pixel.
Il tracciamento è il punto più critico e più spesso sbagliato: se le conversioni non sono configurate correttamente, ogni ottimizzazione successiva lavora su dati falsati. Per questo l’audit include sempre una verifica del tracciamento conversioni, la base su cui poggia tutto il resto.
Perché fare un audit con CEPAR
Niente checklist automatica. Ogni audit è condotto da chi gestisce campagne ogni giorno e sa distinguere un problema reale da un falso allarme. Non ti consegniamo un report di duecento voci tutte uguali: ti diamo le poche cose che spostano davvero i risultati, ordinate per impatto e sforzo.
L’audit copre entrambe le piattaforme insieme, perché Google e Meta vanno letti in relazione: spesso il problema di rendimento di uno nasce da come è impostato l’altro. Guardarli separatamente è il motivo per cui molti audit non portano a miglioramenti concreti.











































